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La metafora del rogo

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Da ragazzino e da adolescente, come tanti della mia generazione, ho vissuto quasi con rassegnata indifferenza, o con incosciente presunzione, un periodo in cui i capi di stato delle cosiddette superpotenze avevano a disposizione un potenziale distruttivo tale da destinare la Terra ad un mortale inverno nucleare e oggi la situazione è persino peggiore, essendo aumentate le nazioni che detengono armamenti nucleari. Come potrà la stessa umanità rendersi conto di ciò che si sta preparando ed attuando, giorno dopo giorno, da qui a 30, 50 o 100 anni? E se un secolo vi sembra chissà quanto tempo pensate ai vostri nonni e ai vostri nipoti, e quel secolo l'avrete abbondantemente coperto con persone con cui siete stati, siete o sarete in relazione. Ma possiamo farcela Ça va sans dire , più che efficaci termini francesi per un caso francese, è di ieri la notizia della débâcle della grandeur della Francia di Macron in Mali. Sarà l’ invasione dell’Europa gridano già le destre. Senza ave...

E’ tutto grasso che cola o è tutto gas che sfiata?

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Un interessante video sulla pagina Facebook di Geopop ha stimolato in me riflessioni di varia natura che, almeno per ora, non mi hanno convinto sulla reale necessità e sull’altrettanto concreto beneficio derivante dall’incremento della produzione di gas naturale in Italia. E preciso subito che i complottismi notriv o gli ambientalismi grinpis non hanno nulla a che fare con ciò.  Ricapitolando Consumo annuo di gas naturale in Italia: 70 miliardi di mc, dati 2020. Qui una fonte . Produzione attuale annua di gas naturale in Italia: 3,6 miliardi di mc, pari a circa il 5% del fabbisogno (1,7 da giacimenti on-shore, a terra, e ben 1 mld di questi dalla sola Basilicata, e 1,9 mld di mc da giacimenti off-shore, a mare). Qui la tabella dal MISE. Riserve : so ltanto nell’Adriatico settentrionale si stimano riserve per 35 mld di mc, mentre il totale nazionale ammonterebbe a circa 90 (70 se pessimisti). Perché non estraiamo? Per l’art. 8 della legge n. 133 del 6 agosto ...

COP26–Note a margine

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  Si è conclusa da poco la COP26 , Conference of Parties, ultima di una lunghissima serie nata la prima volta a Berlino nel 1995 a seguito della creazione dell’ IPCC (International Panel on Climate Changes) nel 1988 e del successivo UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) entrambi enti ONU. Una delle COP più famose è la terza, quella del 1997, che portò all’altrettanto famoso Protocollo di Kyoto . Perché allora? Perché è in quegli anni che diventa evidente, dati scientifici alla mano, che è in atto un cambiamento climatico con una causalità diretta legata alle attività umane. I primordi del sospetto Da già parecchi decenni prima se ne aveva il fondato sospetto: per quel che vale, ricordo qualcuno all’Università nel 1980 che già parlava di tipping point , punto di non ritorno. Nel 1958 Charles D. Keeling (nella foto), chimico e pioniere della nascente climatologia, aveva raccolto dati (vedi il più recente post ) che dimostravano che la quantità...

Perseveranza

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La recente missione marziana ha tirato fuori ancora una volta la folle idea che vede riservata all'umanità una via di fuga su altri pianeti. Ovvio che le missioni come Perseverance hanno tutto il mio sostegno: le ricadute tecnologiche della ricerca scientifica a quei livelli sono sempre positive e dopo tutto la spesa, anche pubblica, per finanziare le missioni spaziali è davvero ridicola se paragonata a ben altri sprechi. Lasciamo perdere eventuali pianeti esterni al sistema solare e ci vorrebbe un capitolo a parte per raccontare cosa davvero "vedono" da qui gli astronomi, quando annunciano di aver scoperto un pianeta "terrestre" chissà dove. Sono deduzioni e inferenze, piuttosto probabili e serie ma non pensate che abbiano fotografie di mari azzurri e sconfinate praterie. Inoltre abbiamo sì e no la tecnologia per mandare qualche sonda, e a conti fatti gli anni luce di mezzo sono così tanti che ci vorrebbe qualche secolo per scambiare messagg...

Ma quale energia pulita?

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Aggiornamento dell'ottobre 2024 . Le affermazioni riportate in questo articolo potevano avere un certo grado di valenza nel 2017, data di pubblicazione originale, ma nel frattempo la tecnologia e la necessità di risposta concreta all'emergenza climatica, hanno fatto enormi progressi.  Ad esempio la Cina da sola, nel 2023 ha installato rinnovabili  in misura doppia al resto del mondo messo assieme   (qui i dati) . In generale l’energia elettrica prodotta grazie al vento e al sole è passata dallo 0,2% del 2000 al 13,4% del 2023,  consentendo alle rinnovabili di coprire il 30% del fabbisogno mondiale nel 2023 . Alcune asserzioni restano tuttavia valide, soprattutto quelle legate all'occupazione di suolo per ogni kW generato dall'eolico o dal solare, alla discontinuità ed ai limiti fisici legati a talune tecnologie. L’energia eolica non è né pulita né verde e fornisce energia complessiva pari a zero. Le posizioni ambientaliste estreme vanno fermate ed occorrono invece m...

Un terremoto italiano

Duo genera sunt, ut Posidonio placet, quibus movetur terra. Utrique nomen est proprium: altera succussio est, cum terra quatitur et sursum ac deorsum movetur, altera inclinatio, qua in latera nutat alternis navigii more. Ego et tertium illud existimo quod nostro vocabulo signatum est; non enim sine causa tremorem terrae dixere maiores, qui utrique dissimilis est; nam nec succutiuntur tunc omnia nec inclinantur sed vibrantur, res minime in eius modi casu noxia; sicut longe perniciosior est inclinatio concussione: nam nisi celeriter ex altera parte properabit motus qui inclinata restituat, ruina necessario sequitur (Seneca, Naturales quaestiones – Qui la traduzione ) Tre erano i tipi di terremoto secondo Seneca. Ne aggiungo un quarto: il terremoto italiano . Ancora una volta mi trovo a scrivere su queste pagine di terremoti e delle loro conseguenze, ma soprattutto delle conseguenze dell’inettitudine umana , unico elemento prevedibile in tutto questo o quanto meno misurabile. Come è po...

Scienza e civiltà

  Nota del 2023. Anche questo è un vecchissimo post, riportato sempre per dare un'idea su come la pensi. Di fronte alle magliette con le “ruspe” di Salvini, e più in generale alle sue esternazioni, non so se far prevalere in me il senso di nausea o quello sarcastico che lo vorrebbe relegato nella zona in cui metto i mentecatti.   Ma poi mi soffermo a pensare sulla totale irrazionalità delle affermazioni di quel genere e ripenso alle parole di Enrico Berlinguer , del quale giusto l’altro ieri si commemoravano i 31 anni dalla scomparsa prematura. Berlinguer invitava tutti a fare politica, senza distinzioni di sorta, ad esercitare sempre e comunque il proprio diritto di critica, di ragionamento, di uso delle proprie facoltà. Scriveva Berlinguer dal carcere di Sassari, a soli 22 anni, dove fu rinchiuso per 100 giorni per aver preso parte ad una protesta contro il carovita:  « Mi accade spesso di incontrare questi strani individui che sogliono ugualmente autodefinirsi apolit...