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La Regina Rossa. Cosa c'entrano le pandemie con la crisi climatica?

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Mers, Sars, Ebola, Marburgh, Nipah, Hendra, Sars-CoV-2: i nomi di altrettanti virus che evocano scenari pandemici che l’intera umanità, in questo mondo altamente globalizzato, ha sperimentato sia di recente che più di una volta in passato, con conseguenze disastrose. Le pandemie sono conseguenze di processi globali molto grandi,  non lineari , lenti e progressivi, e che nascono come risultato concentrato nel tempo e nello spazio, come possono altresì esserlo il riscaldamento climatico e la crisi ambientale, o il clima stesso. La mente umana, evolutasi per favorire l’adattamento con reazioni legate soprattutto al qui e ora, fatica ad afferrare questi processi. E la loro manifestazione è di solito improvvisa, con potente, devastante, provocando numeri enormi di vittime, che in apparenza sembrano inevitabili, imprevedibili. Ma non è così. Fenomeni di questo tipo, così come un disastro ambientale, un’inondazione, un evento atmosferico estremo, un terremoto, il crollo di un ghiacciaio o...

Dissipare. Dilapidare. Sprecare. Sperperare. Sciupare. Scialacquare.

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Un antico proverbio Navajo dice: « non ereditiamo la terra dai nostri antenati, ma la prendiamo in prestito dai nostri figli ». La Global Footprint Network , società senza scopo di lucro, dal 2003 svolte innumerevoli attività in campo ecologico, a cominciare dal calcolo e dalle valutazioni dell’ impronta ecologica che l’umanità lascia, con tutte le sue attività, sul nostro pianeta; tra le tante cose si occupa anche di calcolare un curioso parametro, il cosiddetto “ Earth Overshoot Day ”. Immaginate che abbiate vinto alla lotteria o, visto come la penso , che abbiate ricevuto una cospicua eredità che vi fornisca un budget annuale con gli interessi che matura. Però ai primi di maggio lo avete già speso tutto e vi tocca andare a lavorare oppure intaccare il capitale, o dovrete fare debiti. L’anno successivo accadrà lo stesso, e i debiti si accumuleranno inesorabili, debiti che a un certo punto qualcuno dovrà saldare, e anno dopo anno quella data si avvicina sempre più all...

Siamo un paese (bio)diverso

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  È di questi giorni la notizia  che la Giunta Regionale abruzzese ha votato una delibera che prevede, a partire dal prossimo ottobre, l’abbattimento di 500 cervi , per contenere l’espansione di questi animali che furono appositamente reintrodotti in alcune zone della regione molti anni fa, talmente diffusi che li si può incontrare a volte tranquillamente a spasso di giorno nelle strade di alcuni paesi. Non entro nel merito della decisione  per non andare fuori tema , (personalmente non concordo, comunque occorre fare chiarezza sulla scarsa applicabilità delle alternative ) ma ho voluto scrivere qualcosa sul difficile rapporto tra la ricerca del ritorno alle origini , del selvatico, e il necessario equilibrio con le esigenze territoriali mirate alla nostra stessa presenza , territori giunti fino a noi non tanto nonostante, quanto grazie alle trasformazioni attuate dalla nostra specie. Orsi, lupi, cinghiali, gatti selvatici, lontre, sciacalli dorati, linci, castor...

Fidarsi della Scienza - Ripresa

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  Oltre due anni fa scrissi qualcosa a proposito della fiducia che occorre riporre nella scienza: potremmo anche non *fidarci* di qualche scienziato a titolo personale, non sarebbe la prima volta che scienziati al soldo dell’industria hanno mentito (si pensi alle bugie sul fumo da sigaretta diffuse fino agli anni Settanta), ma in generale dobbiamo fidarci della scienza. E sulla base di questa fiducia non deve conoscere tregua la battaglia contro i luoghi comuni, la negazione delle evidenze, le pericolose disinformazioni fatte circolare, il più delle volte in base a trame precise e prederminate, le falsità conclamate. La storia delle idee, quando giuste, dimostra che questa sanno farsi strada fino ad affermarsi, come fu per la deriva dei continenti, lungamente avversata e poi rivelatasi corretta. Pur basandosi su continui aggiustamenti e revisioni, errori o addirittura talvolta distorsioni intenzionali, la scienza riesce a fornirci una conoscenza affidabile e crescente e lo fa ...

LUCA viveva negli oceani già 4,2 miliardi di anni fa

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Lo scorso aprile avevo pubblicato un paio di post ( qui e qui ) dedicati a quanto ad oggi disponibile per formulare una teoria sull’origine della vita sulla Terra, che sia condivisibile e quanto più possibile sostenuta da evidenze. Un nuovo studio ha permesso di stabilire che la forma ancestrale comune può essere retrodata a 4,2 miliardi di anni fa. Ovvero quanto definito appunto come LUCA , Last Universal Common Ancestor , comparsa poche centinaia di milioni di anni dopo la nascita del nostro pianeta. Circa tre miliardi e mezzo di anni fa il primo qualcosa (in realtà forme batteriche già parecchio complesse nella loro semplicità rispetto alle successive) definibile come vivente ha fatto la sua comparsa sul nostro pianeta, e questo è quel che sappiamo. Ma l’evoluzione era già in atto, dando vita ai 2,3 milioni di specie conosciute e catalogate ad oggi dalla scienza (2,3 milioni su un totale di specie viventi e vissute quasi inimmaginabile, qualcuno stima fino a 100 milioni di ...

Confutazione dei luoghi comuni sulla scienza – Secondo e terzo

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Ultimo dei tre post della serie. Qui il  primo  e il  secondo . Comprensione Comprendere o capire qualcosa. Qual è il suo significato? Per un primo tentativo di risposta rivolgiamoci all’etimologia della parola, che si riferisce all’atto concreto di prendere, afferrare, impossessarsi (dal latino capere ). Non a caso «afferrare» è un sinonimo di capire, così come quando non riusciamo a com-prendere qualcosa, con un’idea concreta di prendere in mano, diciamo anche che «ci sfugge». E che dire allora, dell’inglese to see usato sia per «vedere» che per «capire»? E sono le spiegazioni le azioni o i processi che contribuiscono sia al nostro bisogno di controllare il mondo esterno nel modo più efficace possibile, predicendone in parte il corso, sia contemporaneamente a comprenderlo. Qualcuno ha detto che spiegare è trovare l’identico nel diverso , in un processo che unifica le cause comuni. Né colpa verso se stessi né ostilità verso altri muovono il nostro tentativo di ...